silenzio

Il silenzio che vende: come trasformarlo in opportunità

Quante volte hai inviato un preventivo, una proposta, un messaggio… e poi silenzio assoluto?

Neanche un “no, grazie”. Solo vuoto.

Quel silenzio pesa. Fa dubitare. Fa pensare di aver sbagliato qualcosa.

Ecco, lasciatelo dire da chi ha fatto trattative ovunque, anche in stazioni, fiere e capannoni industriali: il silenzio non è una risposta. È un sintomo.

Di indecisione. Di distrazione. A volte anche di paura.

Paura di scegliere, di spendere, di sbagliare interlocutore o momento.

Ma non devi prenderla sul personale. Devi invece imparare a gestirlo.

Perché chi sa lavorare con il silenzio… spesso riesce a trasformarlo in vendita.

Come?

Rientrando con gentilezza. Offrendo una nuova prospettiva. Riproponendo il valore. E soprattutto: essendo presenti senza essere invadenti.

Il silenzio va ascoltato, non combattuto. E va interpretato con lucidità, non con ansia.

Una frase che mi ha sempre aiutato è: “Ciao, ti scrivo solo per sapere se ci sono dubbi o dettagli che posso chiarirti. A volte una non risposta nasconde incertezze, e io sono qui per aiutarti.”

Funziona? Spesso sì.

Perché mostra attenzione, empatia e zero pressione.

E perché ribalta il significato: da muro a ponte.

Ricorda: “Nel rumore del mercato, il silenzio del cliente è l’occasione per distinguerti con delicatezza.”

Chi gestisce bene questa silenziosità comunica sicurezza, autorevolezza e rispetto dei tempi altrui.

Non lasciare che questo mutismo chiuda una porta che forse… aspetta solo che qualcuno la riapra.

Alle tue vendite,

Giuliano De Danieli

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